I Piombi

I Piombi sono un'antica prigione sita nel sottotetto del Palazzo Ducale di Venezia, nel sestiere di San Marco. Il nome deriva dal materiale col quale era costruito il loro tetto. I detenuti venivano qui rinchiusi per volontà del Consiglio dei Dieci, uno dei massimi organi di governo veneziani, in quanto accusati di delitti politici o perché in attesa di giudizio. Ai prigionieri era concesso nell'ora d'aria di camminare per il corridoio che collegava le varie celle.

L'area dove si trovavano i Piombi era suddivisa in sei locali, separati con tramezze in legno irrobustite con lamine di ferro: queste prigioni garantivano ai detenuti condizioni peggiori rispetto alle Prigioni Nuove, ma migliori rispetto ai Pozzi, ai quali erano collegati tramite una lunga scala. Le dimensioni dei Piombi, raggruppati a coppie di due, erano varie: la prima prigione misurava quattro metri per lato, la seconda era un triangolo coi lati di 2,70 metri (solo questa presenta un affaccio diretto sul canale), la terza era un poligono irregolare con lati di dimensione varia, dai 2 ai 4 metri, la quarta era di forma quadrata con lato quattro metri (questa cella sarebbe stata quella del Casanova), la quinta era di forma irregolare, misurando i lati dai due ai quattro metri, la sesta era un rettangolo con ambo i lati poco superiori ai quattro metri.

L'accesso ai Piombi era consentito da due scale, una posta nella Sala dei Tre Capi e l'altra in un corridoio vicino alla Sala degli Inquisitori di Stato. Il luogo era abbastanza comodo e ventilato, e gli uomini riuscivano a stare in piedi. La luce vi giungeva passando per delle finestrelle affacciate sul rio di Palazzo, al livello del cornicione: illuminando queste il corridoio, anche le celle erano rischiarate. Di notte il corridoio medesimo era illuminato. I soffitti erano realizzati sì in piombo, ma sotto queste lastre si trovava un doppio tavolato in larice, per la cui cosa d'estate le prigioni risultavano essere sì calde, ma non eccessivamente: a questo lieve disagio corrispondeva il fatto che in inverno la temperatura al loro interno fosse mite.

I detenuti godevano di varie facilitazioni: potevano dare commissioni al carceriere il quale doveva renderne il conto, potevano anche farsi portare mobili e suppellettili come letti, piatti e così via; le pulizie della cella erano eseguite regolarmente; i detenuti godevano di assistenza medica, potevano farsi portare un cibo speciale dall'esterno o ordinarlo al carceriere e godevano anche di un'assegnazione in denaro per le piccole necessità.